© 2019 DI GENERE IN GENERE

Progetto finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e da Regione Lombardia –

DG Politiche sociali, abitative e disabilità ai sensi del DDUO n. 9116 del 21/06/2018 - ID 48

LEGGE SUL FEMMINICIDIO

Piano Nazionale

PIANO D'AZIONE NAZIONALE

Esso rappresenta un’opportunità per disegnare un sistema integrato di politiche pubbliche orientate in chiave preventiva alla salvaguardia e alla promozione dei diritti umani delle donne, al rispetto della loro dignità in quanto persone nelle situazioni di vittimizzazione insieme alla tutela dei loro figli nonché al contrasto di questo fenomeno.​​​

LINEE D'AZIONE DEL PIANO

  • prevenire il fenomeno della violenza contro le donne utilizzando come strumenti primari l’informazione e la sensibilizzazione della collettività, rafforzando la consapevolezza e la cultura degli uomini e dei giovani. 

  • promuovere nell’ambito dei programmi scolastici delle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alle relazioni non discriminatorie nei confronti delle donne, sensibilizzando e formando gli studenti e prevenire la violenza nei confronti delle donne e la discriminazione di genere, anche attraverso la valorizzazione di questi temi nei libri di testo.

  • potenziare le forme di assistenza e sostegno alle donne ed alle loro figlie/figli, puntando sullo sviluppo dei Servizi territoriali, dei Centri antiviolenza e degli altri attori sociali che entrano in gioco, a diverso titolo, in queste circostanze.

  • garantire adeguata formazione per tutte le professionalità che entrano in contatto con la violenza di genere e lo stalking.

  • accrescere la protezione delle vittime attraverso una forte collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte e le associazioni e gli organismi del privato sociale, operanti nel settore del sostegno e dell’aiuto alle donne vittime di violenza e ai loro figli.

  • prevedere un’adeguata raccolta dei dati del fenomeno anche coordinando le banche dati già esistenti. 

  • prevedere specifiche azioni che valorizzino le competenze delle amministrazioni impegnate nella prevenzione, nel contrasto e nel sostegno delle vittime di violenza di genere e di stalking. 

  • definire un sistema strutturato di governance tra tutti i livelli di governo, che si basi anche sulle diverse esperienze e sulle buone pratiche già realizzate nelle reti locali e nel territorio.

ORFANI DA FEMMINICIDIO

Sono circa 1.600 gli orfani di vittime di femminicidio. Bambini e ragazzi che, oltre a subire il trauma della perdita di un genitore, spesso si trovano soli e senza tutele.

Nel dicembre 2017 il Parlamento ha approvato una legge che mira a garantire loro maggiore protezione e che ha fatto dell’Italia il primo Paese in Europa a emanare un simile provvedimento. 

Le nuove misure si applicano ai figli minorenni e maggiorenni economicamente non autosufficienti della vittima di un omicidio commesso dal coniuge (anche se separato o divorziato), dal partner di un’unione civile (anche se cessata) o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva e stabile convivenza.L’omicidio del coniuge, del partner civile e del convivente viene equiparato a quello dei genitori o dei figli e rientra pertanto nella fattispecie per la quale è prevista la pena dell’ergastolo. Reclusione invece da 24 a 30 anni se la vittima è divorziata o l’unione civile sia cessata.

CASE RIFUGIO

Sono strutture, a titolo gratuito e ad indirizzo segreto, che forniscono alloggio alle donne e ai loro bambini che subiscono violenza. Nascono con l’obiettivo di proteggerli e di salvaguardare l’incolumità fisica e psichica. Queste strutture devono garantire diversi servizi a chi ha subito violenza: ascolto telefonico, colloqui personali, sportelli psicologici per assistere chi ha subito violenza, sportelli legali, sono solo alcuni dei servizi prestati.

Gli orfani di crimini domestici potranno accedere al gratuito patrocinio a prescindere dai limiti di reddito. 

Vengono previste poi misure specifiche a tutela dei beni dell’orfano e altre come il sequestro conservativo dei beni dell’indagato.

A decorrere dal 2017 il Fondo per le vittime di mafia, usura e reati intenzionali violenti viene esteso anche agli orfani di crimini domestici con un’apposita dotazione aggiuntiva di 2 milioni di euro all’anno per borse di studio e reinserimento lavorativo. Ai figli delle vittime è assicurata assistenza medico-psicologica gratuita e viene attribuita la quota di riserva prevista per l’assunzione di categorie protette.